Il Movimento dei gilet gialli

Oggi parliamo dell’ondata di protesta che ha letteralmente scosso la Francia da qualche settimana. Cerchiamo di fare un pò di chiarezza su un movimento che sta mettendo in serie difficoltà l’Eliseo: il Movimento dei gilet gialli (les gilets jaunes).

Si tratta di un movimento spontaneo di prostesta, nato dal basso nell’ottobre del 2018 e arrivato nelle strade di centinaia di città francesi, prima come contestazione al caro-carburante e poi come rivolta generica contro il Presidente Macron e la pressione fiscale. Esso si dichiara apolitico, senza struttura e senza una reale ideologia. I manifestanti hanno deciso di indossare come simbolo della protesta il giubbino catarifrangente.

Il messaggio è chiaro: questi cittadini rivendicano visibilità e lamentano di non essere abbastanza considerati dalle politiche governative. In particolare, si tratta della Francia rurale, delle campagne, che si sente abbandonata dallo Stato. I gilet gialli non mollano e la loro determinazione sfida anche il tempo, sono sempre presenti nonostante il freddo o la pioggia.

Com’è nata la protesta?

L’iniziativa è nata sui social network dove una signora fino a poco tempo fa sconosciuta, Jacline Mouraud, ha postato un video che ha totalizzato sei milioni di visualizzazioni. Nel video Jacline chiede a Emmanuel Macron “quando il governo la smetterà di accanirsi contro gli automobilisti”, facendo riferimento all’aumento delle accise sulla benzina.

Dai social la protesta è passata alla strada il 17 novembre 2018, quando il movimento si è dato appuntamento per le manifestazioni in circa 600 città francesi. I manifestanti (280 mila persone) si fanno sentire con blocchi stradali (“filtri”, come li chiamano loro) che causano notevoli rallentamenti, in cui le auto dei passanti sono avvicinati dagli insorti e ai passeggeri è chiesto di firmare petizioni, vedere un filmato che spiega le loro ragioni, ascoltare i motivi della protesta. La mobilitazione è iniziata con un evento tragico, quando una donna è stata uccisa da un’auto che ha forzato un blocco stradale in Savoia, nel sud del Paese. Il bilancio ad oggi è piuttosto pesante, molte persone in stato di fermo e tanti feriti.

Evoluzione della protesta

Nelle settimane successive, la protesta è andata avanti e sabato scorso Parigi è perfino diventata  uno scenario di guerriglia urbana. Giorno 6 dicembre, dopo il terzo atto della protesta,  intanto, è esplosa la ribellione degli studenti di tutti i licei del Paese contro la riforma dell’esame di maturità e del sistema di selezione per l’ingresso all’università: oltre 200 gli istituti bloccati, 700 gli studenti fermati.

Oggi, 8 dicembre 2018, il governo francese e Parigi si preparano per il quarto atto della protesta. È prevista una mobilitazione di mezzi eccezionali con oltre 65 mila agenti. A nulla è valsa la decisione presa dal governo di “annullare” l’aumento dell’ecotassa per il 2019. La mossa era stata pensata per evitare le proteste e gli scontri di oggi ma i francesi non si accontentano delle briciole. In realtà si trattava di una moratoria di sei mesi e non valida per tutto il prossimo anno .

A Parigi arrivano 8 mila poliziotti e una decina di mezzi blindati. Per evitare quello che è accaduto sabato scorso, 1 dicembre, con il caos e le violenze che hanno infiammato il centro di Parigi durante la protesta dei gilet gialli, mettendo in pericolo l’incolumità di cittadini e turisti, con vetrine dei negozi infrante, auto incendiate, lanci di pietre, centri commerciali come les Galeries Lafayette e altri siti chiusi in tutta fretta.

Per la nuova manifestazione di oggi, le autorità hanno deciso di blindare il centro della capitale francese. Saranno chiusi alle visite la Tour Eiffel, il Museo del Louvre, insieme a decine di altri musei, monumenti, siti turistici e negozi. Le autorità hanno anche invitato commercianti e ristoratori a chiudere le loro attività sugli Champs-Elysées e su altre strade principali e a rimuovere gli arredi esterni ai locali, come tavoli e sedie. Infine, sono state cancellate e rinviate anche quattro partite di calcio in programma sabato: quelle tre Parigi e Montpellier, Monaco e Nizza, Tolosa e Lione, Saint-Etienne e Marsiglia.

Occhio alle notizie false!

Parallelamente alla crescita del sostegno ai gilet gialli, purtroppo si sono diffuse molte notizie imprecise, se non del tutto false. In alcuni casi – come una foto che ritrae una ghigliottina in piazza – queste notizie sono arrivate anche in Italia purtroppo. L’immagine in questione è però fuorviante e manipolata. Come spiega Les Observateurs, lo scatto originale risale a gennaio 2018, durante una manifestazione di un sindacato francese che aveva organizzato quella protesta simbolica contro i tagli alla cultura. E come questo, tanti altri esempi falsi e bufale che girano in continuazione in rete. Pertanto, vi prego di informarvi bene e di documentarvi prima di selezionare una notizia e di condividerla.

Mi auguro che la manifestazione si svolga in modo pacifico e senza alcuna forma di violenza e intolleranza.

OUI à la Colère, NON à la Violence ! 

Se volete, potete seguire la diretta live qui Protesta dell’ 8 dicembre 2018

 

 

Le certificazioni DELF e DALF

Cosa sono :

Il DELF e il DALF sono le certificazioni ufficiali di lingua francese. Il DELF (Diplôme d’études en langue française) e il DALF (Diplôme approfondi de langue française) rilasciati dal Ministero della Pubblica Istruzione francese, attestano il livello di conoscenza della lingua francese e sono aperti a tutti i cittadini italiani e stranieri. Questi diplomi sono privi di scadenza.

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La vendemmia in Francia (les vendanges)

Oggi vi parlerò della Vendemmia in Francia, le famose “Vendanges” in francese. Da agosto ad ottobre, le varie regioni francesi vivono momenti di grande effervescenza. La vendemmia non è nient’altro che la raccolta delle uve da vino. Il periodo varia da regione a regione e soprattutto dipende da molti fattori. In maniera generica si identifica con il periodo in cui le uve hanno raggiunto il grado di maturazione desiderato.

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